Minacce di blocco stradale contro il flusso di betoniere

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Articolo pubblicato a pag. 18 del Corriere delle Alpi del 07/02/2009

Minacce di blocco stradale contro il flusso di betoniere

L’INCONTRO: Vivace dibattito a Cavarzano

BELLUNO. Incontro dai toni vivaci giovedì sera nella sede del Faro, soprattutto tra il folto pubblico stipato in sala, per ascoltare il dibattito dal titolo “Strada interna della Veneggia, si fa o no?” a cura del Gruppo consigliare “L’Ulivo – Partito democratico”.
Sono volate anche minacce di blocco stradale per interrompere il flusso di betoniere da 350 quintali che attraversano via Zanon e via Barozzi per servire la nuova edificazione di 30 mila metri cubi di Veneto Blu.
E il presidente del Consiglio comunale Oreste Cugnac, chiamato alle sue responsabilità di governo dalla vicepresidente della Provincia Claudia Bettiol, che rigira la frittata e invita l’opposizione a fare opposizione.
E poi sfuma con un inaspettato «non posso andare oltre, altrimenti dovrei iscrivermi al Pd»! Immediatamente infilzato dal commento di un anonimo che gli dice: «Torna a casa Lessie» alludendo al suo passato di metalmeccanico sindacalista. Note di colore, insomma, ma una partecipazione massiccia degli abitanti di Cavarzano e Cusighe che hanno aderito con interesse all’iniziativa promossa del centrosinistra.
I relatori Jacopo Massaro, Marco Perale, Silvano De Salvador e Roberto De Moliner hanno ripercorso dal punto di vista storico e politico-amministrativo la storia della viabilità in uscita a nord-est di Belluno sulle due direttrici di Cavarzano e Ponte nelle Alpi, sottolineando che la realizzazione della strada interna della Veneggia, che affianca via Barozzi per arrivare al Clinton Bar in via Pellegrini, non deve essere considerata una valvola di scarico del traffico di via Vittorio Veneto. Ma una strada interna di servizio dell’abitato di Cavarzano.
Perché il traffico di scorrimento, ad esempio quello che da Agordo deve andare verso Ponte nelle Alpi, verrebbe incanalato sulla sinistra Piave (Sagrogna) attraverso il progetto Fio2 e il traforo di Col Cavalier risolvendo il problema del traffico interno alla città.
A questo punto l’unica preoccupazione sono i tempi di realizzazione delle opere. Una questione ricorrente, e richiamata all’attenzione dei relatori anche dal pubblico che chiede: “Chi ha concesso le autorizzazioni a costruire un blocco di 30 mila metri cubi (tre condomini e varie villette a schiera, e poi ce ne saranno altri 60 mila metri cubi nell’area ex Faena marmi) a Veneto Blu, senza aver prima provveduto alla realizzazione delle strade?”
«Fino alla giunta De Col» precisa Roberto De Moliner «non vennero rilasciate concessioni edilizie, perché appunto subordinate alla costruzione delle strade. Infatti Veneto Blu fece ricorso al Tar. Subentrata però l’amministrazione Bortoluzzi, seguita da quella Prade, sono state firmate le autorizzazioni. La delibera porta la data del 3 aprile 2007». Ad aggiungere ulteriori dettagli è Mario Svaluto, che sottolinea come la convenzione stipulata dal Comune con il costruttore Veneto Blu non rispetti l’originale delibera del Consiglio comunale. Infatti, la verifica delle opere di urbanizzazione, quindi le strade, è stato stabilito che verrà fatta dopo il rilascio del certificato di abitabilità delle case. Insomma, è stato rovesciato l’ordine, prima case e condomini e poi le strade con i conseguenti disagi. E poi c’è anche la modifica del tracciato originario tra via Zanon e via Barozzi, con “deviazioni di favore per non disturbare”. E altrettanto discutibile la variante per via Andrea di Foro, che riporta il traffico verso Cavarzano, per non prevedere la spesa del sottopassaggio. Presenti in sala anche Quinto Piol, Fabio Da Re, Zaira Martire e altri consiglieri del Pd. Sono intervenuti Camillo De Pellegrin, Michele Dal Farra che ha chiesto un atto formale in Consiglio comunale, Maria Cristina Zoleo, Maria Teresa Cassol, e dal pubblico Diego Cason sociologo e Armando Barbieri che ha riproposto il suo vecchio progetto della metropolitana di superficie.
Roberto De Nart

 

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