Tra stile, pensieri sbagliati e professionisti (troppo) indipendenti.

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<<Quando parlo di progettualità per Belluno, intendo proprio questo: dare continuità ad un tessuto di iniziative e percorsi che da un lato avanzino un’offerta ai turisti e dall’altro creino sviluppo per la Città>>. Commenta così Jacopo Massaro,  Capogruppo del PD in Comune di Belluno, la notizia del mancato finanziamento della mostra del Ricci da parte della Regione.

 <<Alcune delle mostre effettuate negli anni passati>>, continua Massaro, <<hanno dimostrato come Belluno possa far parlare di sé, possa creare cultura per i propri abitanti e possa contribuire alla propria crescita, anche sotto il profilo economico. Ma queste iniziative non bastano e non possono restare fatti estemporanei.

Recentemente in Commissione Bilancio ho affermato come la progettualità per il Nevegal deve essere strettamente legata, per esempio, alla cultura, all’agricoltura, allo sport e all’attrattività congressuale; a qualcuno potranno sembrare tutti argomenti separati, ma io credo che il futuro della Città passi attraverso due elementi: la capacità di proporre un progetto complessivo di sviluppo, e la capacità di darvi continuità nel tempo. Dobbiamo insomma passare dall’idea di una Città che mette le pezze sulle falle, come fa adesso, ad una Città che costruisce il proprio futuro>>.

Queste sono le mie scriteriate, violente ed eversive parole che hanno gettato nell’angoscia il sito Newsbelluno con un nuovo articolo al vetriolo che questa volta mi bolla come “provinciale”, reo di aver dato alla “destra volgare, populista e ignorante” (parole di newsbelluno: io non le ho mai pronunciate, né tantomeno pensate), una “dotta lezione” da intellettualoide di sinistra (altre parole di newsbelluno: non sono in grado di dare lezioni a nessuno, né tantomeno mi ritengo un intellettuale).

Non mi stupisce: è ormai dimostrato che ultimamente quando apro bocca io, qualcuno a Belluno viene improvvisamente colto da tarantismo.

Già nota è infatti la vicenda del Sindaco Prade che, avendolo io garbatamente criticato per una certa assenza di programmazione della sua Ammistrazione, mi ha accostato a Piero Marrazzo. Come ha detto qualcuno che mi ha telefonato, lo stile non è acqua.

Oggi invece la turba emotiva è toccata a newsbelluno secondo cui “anziché contribuire con idee e stimoli”…io critico e attacco, “arrivando al paradosso di dire che sarebbe stato meglio spendere centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per una grande mostra a Belluno”.

Pur avendo avuto la certezza che quando ho scritto il comunicato stampa non ero ubriaco, ho ritenuto opportuno rileggermi il mio intervento per cercare tra le righe le mie sterili ed ignobili critiche e l’invito a procedere senza indugio a sperperare gli ultimi spiccioli rimasti a questa Amministrazione. Ho avuto conferma di non aver scritto nulla di ciò; avevo scritto solo ciò che si può leggere in cima a questa pagina.

Il comunicato incriminato non era eppure una critica alla Giunta Prade, come chiunque (che non sia accecato dall’odio o affetto da tarantismo) può facilmente intuire, ma una critica al fatto che a Belluno le Amministrazioni che si sono succedute (quindi di centrosinistra e di centrodestra) non sono state in grado di fare in modo che l’offerta turistica fosse “continua” e non “una volta ogni tanto”. Questo per ovvi motivi di sviluppo economico, che non può decollare senza continuità.

Devo anche essere sincero: questa idea (evidentemente balzana) non è neppure mia, perché io mi sono limitato a rilanciare ciò che pregevolmente e con buon senso hanno detto i vertici dell’Ascom qualche giorno fa sul Gazzettino. Io non so se mi sono perso qualcosa negli ultimi mesi, ma non credo che vertici dell’Ascom abbiano recentemente abbracciato il comunismo armato, né la fastidiosa intellettualità radical-chic tipica di un vecchio modo di fare politica a sinistra. Mi risulta infatti che l’Ascom non faccia politica, ma faccia l’Ascom.

L’unica “farina del mio sacco” è stata proprio l’idea (piuttosto antitetica al “buttar via soldi”)  che le mostre da sole siano inutili se non sono inserite in un tessuto di iniziative a 360 gradi: ecco perché dico che il rilancio del Nevegal non può essere slegato dalle mostre, né dal teatro, né dall’agricoltura, né dalla ristorazione, etc. etc…. Di questo abbiamo parlato alla scorsa Commissione Bilancio alla presenza dell’Assessore Martire che, peraltro, concordava sul pensiero. Se non mi sono perso altri passaggi, l’Assessore in questione è membro della maggioranza di Prade nonché collega dell’Assessore Passuello che oggi con veemenza mi attacca, sempre dalle colonne di newsbelluno, per la mia incoerenza nell’avere certamente pensato delle cose che non ho detto. Bene ha fatto l’Assessore a censurare cautelativamente e preventivamente l’ipotesi di un mio pensiero.

Infine dall’articolo di newsbelluno apprendo due notizie che no conoscevo, e cioè che il prof. Puppi, docente universitario, è diventato un pericoloso militante di sinistra e che, di converso, l’apprezzata sovrintendente regionale dr.ssa Spiazzi è diventata il baluardo della destra nel fare battaglie politiche in campo culturale. Mi sorprende, perché ho sempre considerato entrambi due rispettabili ed apprezzati professionisti indipendenti. Evidentemente sono rimasto indietro.

Da tutto ciò ho tratto più di una morale.

Innanzitutto che lo stile non è acqua, ma di questo abbiamo già parlato alcune righe sopra. In secondo luogo che qualcosa i questo Paese sta accadendo, se l’ipotesi dell’articolazione del pensiero altrui fa paura. Infine che c’è un vizio tipico di un vecchio modo di fare politica: che se il professionista non è al soldo della politica, è la politica a trascinarlo in piazza senza esitazioni e a proprio tornaconto.

Per quanto mi riguarda, ho appreso che devo dire cose più banali per non turbare il sacrosanto sonno di qualcuno. Al prossimo caso di tarantismo.

Jacopo Massaro

 

 

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