Belluno: spennati dal nuovo bilancio

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A Palazzo Rosso il 22 marzo il Consiglio Comunale di Belluno ha approvato il bilancio di previsione 2010, ma per i servizi ai cittadini è restato davvero ben poco.
Cosa si può fare adesso?

Abbiamo avanzato cinque proposte a costo “quasi zero”, immediatamente attuabili, a sostegno delle fasce più fragili di popolazione, ma guardando anche a ecologia e sostegno agli esercenti. In sostanza sono piccole proposte di buon senso. In una breve scheda tento di riassumere i punti cardine della manovra di bilancio previsionale 2010 del Comune di Belluno e le cinque nostre controproposte.IL 2009:

L’anno 2009 si è chiuso, secondo i Revisori dei Conti, con uno sforamento di € 9,8 milioni.

Come più volte spiegato, ciò comporta, per il 2010, una serie di “malus”, tra cui minori trasferimenti dallo stato (€ – 270.000), obbligo di tagli alla spesa corrente (€ -2.000.000), impossibilità di contrarre mutui per fare le opere pubbliche.

IL 2010:

Come conseguenza dello sforamento entreranno a bilancio € 2,4 milioni in meno (su un bilancio di 23!), nonostante siano state previste alcune entrate “al rialzo” rispetto agli anni precedenti: + € 50.000 dalle multe, + € 100.000 per l’affitto della caserma dei pompieri, etc. Sono inoltre previste entrate per € 1.250.000 da alienazioni di immobili del comune.

TAGLI ALLA SPESA CORRENTE:

Come accennato, l’effetto principale dello sforamento del patto di stabilità consiste nell’obbligo di riduzione della spesa corrente al minimo dell’ultimo triennio. In sostanza, si devono fare circa 2,3 milioni di euro di tagli. Ovviamente, poiché alcune voci non possono essere tagliate (ad esempio gli stipendi non possono certo essere ridotti), le principali riduzioni vanno a pesare sui servizi ai cittadini.

Riporto qualche esempio:

  • Sociale, igiene sanitaria, gioventù e politiche per la casa: -653.000 € (-20%)
  • Attività produttive e turismo: -75.000€ (-42%)
  • Personale: -345.000€ (-3%) (*)
  • minori sgravi sui rifiuti per 79.000€ (-43%)
  • Economato (riscaldamento, pulizie, telefoni e manutenzioni di scuole, impianti sportivi, etc.): -250.000€ (-12,5%)
  • Spese legali: -120.000€ (-63%) (saremo più buoni quest’anno??)
  • protezione civile: -9.000€ (-31%)
  • Sgombero neve: -90.000 (-15%) (!!!)
  • Manutenzione rete stradale: -18.000€ (-7%)
  • Manutenzione cimiteri: -10.000€ (-25%)
  • Viabilità e mobilità: -148.000€ (-5%)
  • Polizia locale: -32.000€ (-47%)
  • Cultura e istruzione: -775.000€ (-30%)
  • Sport, tempo libero, politiche per la casa: -41.000€ (-27%)
  • Bitumature: -600.000€ (-100%) (visto che gli asfalti sono ottimii….)
  • Interessi per mutui: -90.000 (un risparmio di cui tutto sommato avremmo fatto a meno, poiché significa che non contrarremo mutui , che rappresentano il principale strumento per fare opere pubbliche).

(*) Per quanto riguarda il personale, non si può non notare che il risparmio di 345.000 coincide con quella spesa che per tre anni abbiamo denunciato essere stata a parer nostro “buttata via” per i famosi tre nuovi (costosissimi) dirigenti, che adesso non ci sono più.

TAGLI AGLI INVESTIMENTI:

Sugli investimenti c’è poco da dire:

sono previsti solo € 5.300.000 di opere pubbliche, di cui:

  • oltre € 3.000.000 sono opere già finanziate (cioè sono soldi che “arrivano dagli anni scorsi”).
  • € 1.250.000 provengono da ipotesi di alienanzione di beni comunali (quindi molto aleatori nel “se”, nel “quando” e nel “quanto”);
  • il resto proviene dagli oneri di urbanizzazione e avanzi di amministrazione.

In sostanza non si investe nulla: si portano avanti i finanziamenti che arrivano dal passato.

CONCLUSIONI:

Questo quadro sconfortante è il nodo che è venuto al pettine.

Da 3 anni si denunciava che si stava mettendo in ginocchio il Comune; oggi questo è purtroppo certificato nero su bianco.

Cosa fare dunque?

In questo contesto si possono adottare esclusivamente misure “a costo zero” o quasi…….Il nostro Gruppo ne ha individuate cinque da portare all’attenzione del Consiglio Comunale.

Sono misure che vanno in tre direzioni: l’aiuto alle fasce deboli, l’ecologia e il sostegno allo sviluppo.

Si tratta di misure sostenibili, semplici ed immediatamente applicabili.

LE PROPOSTE DEL GRUPPO DEL PD:

1) esentare dall’ICI gli uniproprietari di casa che danno l’immobile in comodato gratuito a parenti stretti:

oggi a Belluno è prevista una riduzione dell’aliquota al 3 per mille per coloro che danno la casa in comodato gratuito ai parenti stretti. In altri comuni, invece, come Ponte nelle Alpi, viene data l’esenzione totale.

Lavorando con gli uffici, ho saputo che dare l’esenzione a tutti quelli che oggi godono della tariffa agevolata produrrebbe una minore entrata per 160.000 Euro. C’è da notare, però, che la gran parte di degli esentati è proprietaria di più immobili.

La nostra proposta è di esentare completamente i proprietari di un unico immobile che venga dato in comodato ai parenti, lasciando invariata l’aliquota agevolata per gli altri.

E’ una piccola misura di “equità fiscale” a basso impatto. Avremo il quadro completo del minore gettito ipotizzato nei prossimi giorni.

2) rendere accessibile il trasporto pubblico alle famiglie numerose:

oggi i residenti di Belluno che hanno più figli devono pagarsi più abbonamenti annuali Dolomitibus a prezzo pieno.

Ciò provoca due conseguenze: alcune famiglie vengono messe in difficoltà economicamente, altre invece non potendoselo permettere risolvono il problema utilizzando l’auto.

La proposta è di introdurre agevolazioni sul cumulo degli abbonamenti nel nucleo familiare in modo da alleggerire le famiglie da una parte e dall’altra di incentivare l’uso dei mezzi pubblici.

Si potrebbe prevedere uno sconto sul 2° abbonamento e una esenzione totale, oppure un prezzo simbolico, per gli altri componenti della famiglia.

La misura, che guarda anche alla riduzione della circolazione delle auto, si “ripaga da sola”, perché aumenterebbero i nuclei familiari che sottoscrivono l’abbonamento Dolomitibus.

3) Riduzione tariffa rifiuti per famiglie con persone in situazione di “fragilità”:

oggi la tariffa è calcolata mediante due coefficienti: metri quadri e numero di componenti del nucleo familiare.

Inoltre un domani, quando si arriverà a tariffa “puntuale”, si pagherà una quota fissa ed una quota variabile in base alla produzione di rifiuti.

Con entrambi i sistemi di tariffazione, non si tiene conto del fatto che bambini sotto i tre anni e persone portatrici di particolari problematiche sanitarie (tra cui una fetta di anziani) da un lato “grava” economicamente sulla famiglia, e dall’altra “produce” maggiormente, ma inevitabilmente, più rifiuti (pannolini e pannoloni).

Si propone quindi che nel calcolo del coefficiente legato ai componenti il nucleo familiare non vengano considerati i bambini sotto i 3 anni e le persone (di solito portatori di handicap ed anziani) che siano in possesso di certificazione di invalidità civile riportante tra le diagnosi lo stato di “incontinenza”.

Anche in questo caso la modifica è a costo zero: la tariffa, di anno in anno, è calcolata sulla base del costo complessivo che viene poi ripartito in proporzione tra i cittadini, in proporzione ai due coefficienti.

4) contributo al pagamento ticket per le persone in difficoltà economica che non accedono all’esenzione.

Il sistema delle esenzioni dal ticket sanitario è nato parecchi anni fa, quando non esistevano le nuove forme di povertà rappresentate prevalentemente da chi riesce a lavorare solo per piccoli periodi ogni anno o con redditi davvero bassi (lavoratori a progetto, cococo, collaboratori, stagisti, etc.).

Oggi infatti per essere esenti per reddito occorre essere anche pensionati, o disoccupati, o avere età  superiore a 65 anni o inferiore a 6.

Proponiamo di istituire un piccolo fondo, in via sperimentale, per coprire le spese derivanti dal pagamento di ticket sanitari da parte di residenti a Belluno con ISEE basso (per esempio inferiore s 8.500-10.000€).

Non esistendo dati relativi ai redditi e all’età di chi li percepisce, occorre “sperimentarlo” sul campo con un piccolo stanziamento che abbiamo già individuato in almeno due capitoli specifici.

5) Per lo sviluppo turistico e commerciale: una mostra a costo zero:

Abbiamo letto tutti le preoccupazioni dei commercianti per la fine delle mostre a Belluno. Alla luce del vastissimo consenso raggiunto dall’organizzazione di eventi culturali in città, ed in ragione delle disastrate condizioni finanziarie del bilancio comunale, è possibile organizzare una grande mostra di rivello ragionale/nazionale mettendo a frutto le finanze, il know how espositivo, la dichiarata disponibilità e soprattutto l’enorme collezione messa insieme in questi anni dalle due diverse fondazioni che fanno capo a Cariverona, collezioni acquisite anche mettendo a frutto una quota parte dei proventi di pertinenza bellunese.

Lo hanno fatto lo scorso anno a Bassano, lo stanno facendo ora a Verona, con la grande mostra “Past, present, future”, lo possono fare il prossimo inverno a Belluno.

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