Recupero della Caserma Piave: cittadella del volontariato e dei progetti sostenibili.

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Ieri abbiamo presentato uno studio, durato circa un anno e mezzo e realizzato dal Servizio Opere Pubbliche del Comune di Belluno, finalizzato al recupero della ex Caserma Piave: 18 palazzine, per una volumetria complessiva di circa 40.000 metri cubi, distribuiti su un’area di 30.000 mq vicino all’aeroporto di Belluno.

Caserma Piave Belluno

Abbiamo deciso di trasformare questa immensa area abbandonata in un contenitore per il mondo dell’associazionismo, dello sport, del no profit e, perché no, dei progetti imprenditoriali sostenibili e innovativi in grado di produrre posti di lavoro “puliti”.

Oggi nel solo comune di Belluno sono oltre un centinaio le associazioni di volontariato in lista di attesa per ottenere una sede e svariate centinaia quelle che sostengono spese di affitto per immobili di terzi. Analizzando questa situazione, e confrontandoci con alcune di queste associazioni che sono interessate al progetto della ex caserma Piave, è nata l’idea del progetto di sussidiarietà: l’associazione (o un gruppo di associazioni) si fa carico della risistemazione di un immobile, o di una sua parte, e il Comune concede gratuitamente l’immobile per trasformarlo in sede dell’associazione.

In sostanza, è possibile trovare una sede a centinaia di associazioni, senza costruire nuovo cemento sul nostro territorio, e contemporaneamente recuperare un’area degradata della città valorizzando un patrimonio edilizio pubblico, cioè che appartiene a noi cittadini, già esistente.

A breve una corposa squadra di volontari insieme a Comune di Belluno, alla Unione Montana e al Servizio Forestale della Regione Veneto ripuliranno tutta l’area, in modo che l’area possa essere accessibile a chi è interessato al bando che sta per essere pubblicato.

Il bando sarà per semplice manifestazione d’interesse: in sostanza il Comune intende per ora capire quali soggetti sono interessati al recupero, qual è la loro idea progettuale e su quali risorse potrebbero contare per realizzare il progetto. Possono partecipare il mondo dell’associazionismo e del no profit, ma anche privati che vogliano realizzare idee innovative, nel campo della tecnologia e della sostenibilità (come parcheggi scambiatori, incubatori d’impresa, aziende informatiche, co-working, ricerca,  etc.).

Un commento

  1. Molto interessante!!! 🙂

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