“Un bilancio sulla pelle dei cittadini” (intervento su “il Cittadino” di Maggio 2009)

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Il bilancio di previsione è un passaggio fondamentale per la città: è il momento in cui si decide dove, come e quando si spenderanno i soldi che si hanno a disposizione.

Il bilancio di quest’anno è stato caratterizzato da alcune scelte che hanno spinto il nostro Gruppo a votare fermamente contro. Vediamo perché.

Innanzitutto ha “previsto” di sforare il cosiddetto “patto di stabilità”, cioè quel vincolo a cui ogni Pubblica Amministrazione dell’Unione Europea deve attenersi per evitare che la spesa sia fuori controllo. Può capitare che a fine anno un Comune possa accorgersi all’improvviso di aver sforato il patto per la sopravvenienza di qualche spesa, ma ciò che è incomprensibile è la decisione a priori di sforarlo, visto che comporta alcune “sanzioni”: ad esempio l’anno successivo verranno tagliati i trasferimenti da parte dello Stato, non si potranno assumere mutui per effettuare opere, né stabilizzare i precari. Insomma significa lasciare in eredità

a chi verrà domani, e ai cittadini stessi, il fardello di dover far quadrare nuovamente i conti. Ormai da quindici anni ai cittadini si chiedono sacrifici; ed è assurdo scombinare un bilancio comunale che era in equilibrio obbligando nuovamente la gente a doversene accollare il risanamento.

 

 

Gli stessi Revisori dei Conti (l’organo di controllo del Comune) – così come i Dirigenti e il Direttore Generale – non hanno espresso parere favorevole; hanno raccomandato di effettuare esclusivamente le spese obbligatorie e messo in dubbio che vi siano i soldi per pagare la mostra del Brustolon, i contratti di sgombero neve e i servizi sociali.

In questo bilancio è stato anche previsto di contrarre nuovi mutui. Non occorre essere ragionieri per capire che, quando non si hanno soldi per pagare le spese correnti, è pericolosissimo indebitarsi ulteriormente, perché le rate di un mutuo poi vanno pagate.

Con grande trionfalismo si sbandierano i 600.000 Euro assegnate alle manutenzioni. Da sempre il Comune stanzia circa 300.000 Euro all’anno per le manutenzioni, ma l’anno scorso non sono state fatte a causa di scelte sbagliate del precedente bilancio. Per cui la cifra stanziata oggi non è altro che la somma delle manutenzioni annuali del 2008 e 2009; occorre anche sottolineare che tale cifra è insufficiente: sanno tutti che se oggi non faccio le manutenzioni ordinarie le dovrò fare domani, e mi costeranno molto di più.

Ma tutti ci domandano: come ha fatto la Giunta Prade a sballare i conti? Le scelte sono state sbagliate fin dall’anno scorso, quando mettemmo in luce errori di impostazione, e sono proseguite quest’anno. Sono riassumibili in tre passaggi: innanzitutto sono state sbagliate alcune previsioni di spesa corrente (ad esempio per la corrente elettrica o per il riscaldamento) partendo dall’errato presupposto che si possano fare chissà quali economie in un ente pubblico, senza pensare, però, che l’unico modo per farlo sarebbe spengere i lampioni o il riscaldamento nelle scuole.

Secondo: la mostra del Brustolon. Se rilanciare il binomio turismo-cultura nella nostra città è una scelta condivisibile, non lo è certamente quella di buttare i soldi dalla finestra: ogni mostra deve costare “il giusto”, in relazione a quante persone potrà portare a Belluno. Tirando le somme, la mostra del Tiziano, che ha portato circa 110.000 visitatori, è costata circa € 30 a visitatore. La mostra “a Nord di Venezia”, la più costosa sinora, € 42. Quella del Brustolon, approssimativamente costerà € 90, cioè tre volte quella del Tiziano. Per far fronte a tale spesa si sono racimolati i contributi che Enti e Fondazione Cariverona erogano ogni anno e che, ovviamente, se vengono spostati da altre allocazioni (ad esempio da progetti dei servizi sociali alla mostra del Brustolon) coprono una spesa, ma ne lasciano scoperta un’altra.

Infine, la spesa per Dirigenti e Consulenze della Giunta Prade. Circa € 40.000 per un portavoce, € 110.000 per un nuovo Dirigente, circa € 49.000 per due assegni ad personam, oltre € 200.000 per la Direzione Generale. Queste poste generano una uscita certa e continua che riduce enormemente la possibilità di spesa del Comune. Sono tutte nuove spese lecite, ma certamente non irrinunciabili. E si badi bene che qui non si parla di persone, ma di spesa: nessuno contesta che Totti sia un buon giocatore; ma di sicuro è lecito chiedersi se il Belluno si possa permettere di acquistarlo e pagarlo!

Jacopo Massaro, Capogruppo de “L’Ulivo – Partito Democratico”

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