“Un motore per il nostro futuro” (intervento su “il Cittadino” di dicembre 2009)

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Un motto recita: “anno nuovo, vita nuova!”. Il detto non specifica, però, se la nuova vita sarà migliore o peggiore della precedente. E’ giusto sognare una vita sempre migliore di quella precedente; tuttavia,perché il sogno divenga realtà, bisogna avere i piedi per terra e fare i giusti passi. Ciò è ancor più vero quando si parla di un Comune: solo così potremo evitare l’aggravarsi di situazioni già critiche e mantenere in piedi un sistema di miglioramento continuo del complesso dei nostri servizi.

Nella nostra città tante saranno le priorità del 2010; ma poche, purtroppo, a causa delle sbagliate impostazioni di bilancio, otterranno reale attenzione: pur avendo il comune incassato quanto gli anni scorsi (l’abolizione dell’ICI inciderà realmente solo dall’anno prossimo), i soldi sono stati spesi male. Come molte volte abbiamo accennato, infatti, lo sforamento del patto di stabilità comporta pesanti conseguenze: minori trasferimenti dallo stato per € 350.000, obbligo di rientro nel patto (“sforato” per € 1.600.000), taglio della spesa corrente di oltre € 2.000.000, divieto di contrarre mutui (solo per citarne alcune).

Come selezionare, dunque, le priorità per il 2010?

A fronte delle tantissime attese cosa scegliere tra asfaltature, manutenzioni del territorio, scuole, contributi alle associazioni, opere pubbliche, servizi alle frazioni, Nevegal, servizi sociali, sicurezza, casa di riposo, strade, sostegno alle imprese e al commercio, motivazione del personale, etc. etc.?

 

 

La scelta spetta, evidentemente, alla maggioranza del Sindaco Prade, che in primis risponde ai cittadini del proprio operato. E’ nostro obbligo, però, come opposizione, segnalare che le nostre scuole sono oggi prossime alla emergenza. Due sono le situazione critiche, cui è necessario porre rimedio: una relativa alle infrastrutture, ed una relativa ai servizi.

Quanto al primo aspetto, occorre ricordare che ogni anno, a rotazione, si effettuavano interventi di manutenzione e ristrutturazione delle nostre scuole. In questi ultimi due anni sono stati previsti solo € 350.000 (negli anni precedenti venivano stanziati almeno € 450.000). A ciò si aggiunga che, con la variazione di bilancio di giugno 2009, da tale capitolo di spesa sono stati tolti ulteriori € 100.000 per fare i lampioni nuovi e i parapetti sul Ponte degli Alpini. Come cittadino non posso che essere contento di vedere un Ponte degli Alpini più bello; tuttavia non posso esimermi dall’indicare che – come eventi drammatici ci hanno ricordato severamente – i lavori per le scuole sono una priorità assoluta: non si può interrompere il “ciclo” delle ristrutturazioni. Il rischio, in sostanza, è che accada come per le asfaltature: annualmente venivano fatte bitumature per € 300.000, ma nel 2008 l’amministrazione Prade non ne ha fatte. Il conseguente stanziamento del 2009 per € 600.000 si è ovviamente rivelato insufficiente, come ci segnalano gli stessi cittadini, e si dovrà correre ai ripari aggravando la situazione di bilancio. Insomma: si è messo in moto un ciclo vizioso.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, il Comune non sta versando i contributi alle Scuole per le spese del loro funzionamento, mettendole in grande difficoltà. I soldi sono finiti, come abbiamo varie volte denunciato, nelle spese per i Dirigenti e nella mostra del Brustolon. Cancelleria, carta igienica e tanti altri sono i beni che mamme e papà devono acquistare al posto del Comune. E’ una scelta politica che critichiamo fermamente: non solo perché è ingiusto creare una sorta di “tassa aggiuntiva” da far pagare ai genitori, ma soprattutto perché l’infanzia, la cultura, l’educazione, la socialità (in una parola: la scuola) è il motore del nostro futuro. E se lo roviniamo, il futuro si ferma.

E con questo pensiero al futuro non possiamo che augurare buone feste a tutti i concittadini, auspicando che quella “vita nuova” di cui parla il motto sia anche “migliore”. Noi, nel nostro piccolo, lavoreremo per questo.

Jacopo Massaro, Capogruppo del Partito Democratico

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