«Appartamenti per medici e infermieri, un aiuto concreto per la sanità»

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«La carenza di pediatri, ma di medici e infermieri in generale, negli ospedali bellunesi va risolta con atti e proposte concrete, e sicuramente allarmi infondati non aumentano l’appetibilità delle nostre strutture»: il candidato sindaco Jacopo Massaro lancia così le sue proposte per attirare nuove professionalità verso i nosocomi bellunesi.
«La Provincia di Bolzano, ad inizio anno, ha messo sul piatto 7,5 milioni di euro per il contratto integrativo dei medici di base; – spiega Massaro – di certo noi non possiamo competere, ma possiamo offrire ugualmente opportunità interessanti e incentivanti».
Per Massaro, un motivo per scegliere di lavorare nell’ospedale di Belluno potrebbe arrivare dalla garanzia di un alloggio fisso a prezzo calmierato: «L’Ulss sta dando ora vita alla “cittadella della salute” al San Martino, un progetto avviato sotto l’amministrazione De Col e rallentato con quella Prade, quando si voleva spostare gli uffici dell’azienda sanitare in Via Vittorio Veneto, proposta a cui ci opponemmo con forza. Con un progetto di rigenerazione urbana tra azienda sanitaria e Comune, in Via Sant’Andrea e in via Feltre convertiremo le strutture in appartamenti da offrire a prezzo calmierato a medici e infermieri interessati a lavorare a Belluno. Non possiamo, come i nostri vicini autonomi, assicurare incentivi che finiscano direttamente nelle tasche dei dottori, ma l’offerta di una sistemazione adeguata a un prezzo agevolato può aiutare».
Certo questo non può bastare, e qui entra in gioco la questione politica: «Lo Stato e le università devono togliere il freno rappresentato dal numero chiuso, che limita l’immissione nel sistema sanitario di un numero sufficiente di nuovi professionisti. – spiega Massaro – La Regione, da parte sua, deve garantire l’intera copertura finanziaria per la sanità di montagna e, in occasione dell’aggiornamento delle schede ospedaliere, dovrà garantire, in accordo con la Conferenza dei Sindaci, reparti e professionalità di eccellenza».
Ed a proposito di schede ospedaliere, in scadenza il 31 dicembre 2018 e sulle quali ancora non si è aperta alcuna discussione o preparata alcuna bozza: «Gli allarmi infondati lanciati nei giorni scorsi sulla chiusura a fine anno del reparto di neurochirurgia non fanno bene al nostro ospedale, a chi ci lavora e a chi intende impegnarsi per garantire un futuro al San Martino e agli ospedali periferici. – attacca Massaro – Io ho lavorato e lavorerò affinchè sia le linee guida dell’atto aziendale che le nuove schede ospedaliere garantiscano eccellenza al servizio e serenità ai lavoratori: è così, e non gettando timori tra medici e cittadini per essere subito smentiti, che facciamo il bene della nostra sanità».

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