«Burocrazia lenta e complessa, finanziamenti a rischio inutilizzo»

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A pochi giorni dalla scadenza prevista per legge per le variazioni in bilancio, il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, critica i tempi e le regole della burocrazia regionale e statale: «E’ necessario che si sia un’armonizzazione delle tempistiche di Stato, Regioni e Comuni, altrimenti c’è il rischio che alcuni finanziamenti non possano essere utilizzati e finiscano immobilizzati negli avanzi di bilancio».
L’occasione per questa riflessione arriva dal neonato “Piano di Azione Nazionale pluriennale per promozione del Sistema Integrato Servizi di educazione e istruzione per bambini e bambine dalla nascita sino ai sei anni”, un fondo da 209 milioni di euro – 18 per la Regione Veneto – nato dall’intesa tra ANCI, Governo e Regioni: «L’accordo è stato siglato il 2 novembre e nasce da un grande impegno dell’ANCI nazionale. A questo risultato, ha contribuito in maniera significativa anche il Comune di Belluno, con l’assessore Tomasi, per inserire correttivi in favore della particolare situazione del Veneto, che si caratterizza per la forte presenza di scuole paritarie FISM », spiega Massaro.
Il piano prevede un fondo nazionale, suddiviso tra i comuni secondo un riparto comunicato dalle regioni allo Stato, per interventi di ristrutturazione o nuova edificazione di scuole, per la formazione continua del personale e per il sostegno alle spese di gestione dei servizi formativi.
«Una novità importante, – commenta il primo cittadino – ma ora, come sempre, ci scontriamo con i problemi tecnici, i lacci e lacciuoli burocratici, di cui Stato e Regione spesso si disinteressano. Ad oggi, non sappiamo se ci sarà un contributo e a quanto ammonterà; ci servono una decina di giorni per approntare una variazione di bilancio e sottoporla al parere dei revisori dei conti, ma la data limite per approvare le variazioni è il 30 novembre: dobbiamo avere notizie entro pochi giorni». La speranza è che il contributo arrivi entro la settimana, o che si scelga di posticipare il pagamento all’inizio del 2018, così da poterne prevedere la spesa.
Se i soldi dovessero arrivare la prossima settimana, ci sarebbero solo due soluzioni: «Stiamo lavorando con ANCI per una norma ad hoc che consenta di metterli “in salvo” per il 2018, – anticipa Massaro – altrimenti finirebbero nell’avanzo di bilancio, praticamente persi e bloccati con gli altri 10 milioni di euro che il Comune di Belluno ha in cassa e non può spendere».
Massaro ricorda che già in passato si verificò una situazione simile: «Nel 2013, con l’allora assessore alle opere pubbliche Luca Salti ricevemmo oltre 500mila euro per finanziare lavori nelle scuole. Arrivarono ai primi di dicembre, ma avremmo dovuto progettare, appaltare, realizzare e collaudare i lavori entro il 31 dicembre, non dimenticando che avremmo dovuto prevedere questa spesa entro il 30 novembre».
«Hanno ragione cittadini e imprese a criticare la burocrazia, – conclude Massaro – ma è necessario che sappiano che anche i comuni sono imbrigliati da carte e tempi. Le colpe non possono ricadere sempre sui sindaci e sulle amministrazioni locali, quando è la macchina regionale e statale che ci ostacola, con tempi e regole inaccettabili. Ci sono finanziamenti, ma arrivano troppo tardi per essere impegnati; ci sono soldi in cassa, ma sono bloccati dal saldo di esercizio: servono regole più agili e snelle, altrimenti il nostro Paese non potrà uscire con forza dalla crisi e progredire in maniera intelligente ed efficace».

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