La superconsulenza svizzera e l’acqua a Salce.

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Oltre alla domanda di attualità sulla nota vicenda degli Scuolabus (che ho riassunto in quest’altro articolo) , nel Consiglio Comunale del 6 settembre 2010 abbiamo posto altre due domande di attualità su questioni urgenti. Le riporto di seguito riassumendo le risposte e facendo qualche breve considerazone.
La superconsulenza svizzera per il Nevegal
(clicca qui per leggere la domanda di attualità)

Ci è stato risposto che in effetti la NIS, società  di proprietà esclusiva del  comune di Belluno,  ha un contratto in essere con un consulente svizzero, “dell’importo di circa 100.000 euro”.
Ci siamo dunque andati a vedere di che contratto si tratta; in sintesi:
La NIS (società di proprietà esclusiva del Comune di Belluno) pagherà il consulente sig. Luyet € 300.000 in tre anni più l’affitto di una villetta con giardino nel castionese.

CONSIDERAZIONI:
Nessuno sapeva di questo contratto, neanche in maggioranza; e che il comune venga a sapere di corposi contratti solo dopo che sono stati conclusi, è certamente un’anomalia.
Il Sindaco sostiene che la NIS, essendo una SRL, sia dotata di propria totale autonomia.  Ciò è un assurdo: una società “in house”, posseduta al 100% dal Comune, è sottoposta al suo controllo diretto e ai suoi indirizzi.
Certamente si è fatta grande confusione scambiando la gestione, che attiene alla Società, con gli indirizzi politici, che spettano al Comune e che da questo vengono adottati mediante una delibera.
La volontà dell’Amministrazione Comunale viene infatti manifestata tramite una delibera di Giunta o di Consiglio, che in questo caso non esiste. Anzi, si scopre che gli assessori, i consiglieri comunali, neppure di maggioranza, ne sapevano nulla.
Dunque in assenza di autorizzazione di certe spese o di indirizzi specifici, si rischia uno “sfilamento” da parte di amministratori del Comune, fatto che rischia di pregiudicare  qualunque azione della NIS.

L’assunzione di una costosa consulenza triennale da 100.000 euro annui più la villetta con giardino per la predisposizione di un progetto politico è evidentemente cosa politica, più che gestionale: la Società è nata per gestire gli impianti di risalita e gli impianti sportivi, mentre il progetto politico di cui stiamo parlando è cosa molto più vasta, che spazia dalla formazione, al turismo, arrivando a toccare l’urbanistica con la revisione del piano regolatore mediante il “PAT”.
E’ evidente che stiamo parlando di cose che esulano dall’oggetto sociale della Società.

Tutto questo discorso non c’entra col merito del progetto del Nevegal: di quello stiamo ancora discutendo, è molto vasto e merita numerosi approfondimenti, che tutti, in maggioranza ed opposizione, stiamo facendo; la questione sul piatto oggi invece è la governance delle partecipate in Comune di Belluno.
E non mi riferisco ad un problema delle società partecipate, ma ad un problema del Comune di Belluno nei confronti delle proprie società: un Comune che non dialoga internamente e non detta indirizzi chiari e condivisi, creando situazioni imbarazzanti. Scoprire dai giornali che una propria società ha dato una consulenza da 300.000 euro in tre anni più una villetta non è il massimo, e questo a prescindere dal merito della consulenza o delle qualità della persona.

Ogni tanto il comune sembra affetto da un problema di personalità multiple: questa situazione mette a nudo il caos che spesso regna sovrano a Palazzo Rosso e la approssimazione nell’approcciare a certe questioni.

Ad esempio, il decreto anticrisi di Tremonti prevede che entro il 31 dicembre dobbiamo dismettere le nostre partecipazioni societarie meno una. Considerando che oggi partecipiamo ad almeno 8 società, alcune delle quali gestiscono servizi delicatissimi, qualcuno in Comune di Belluno si è posto il problema questo problema? non sembra.

E del problema di quali partecipazioni chiuderemo e di come gestiremo i servizi? neppure.

E qualcuno si è posto il problema che tra poco anche il servizio di trasporto urbano andrà messo a gara, e che se gestiremo le gare come abbiamo fatto con gli scuolabus distruggeremeno quelle imprese che lavorano in modo “sano” tutelando ed investendo anche sui lavoratori, spalancando le porte a chi fa ribasso estremo anche sulla pelle dei lavoratori riducendone la capacità di spesa nella nostra comunità e mettendo a rischio qualità e sicurezza? ancora una volta, non mi pare.

D’altronde una considerazione finale va fatta: la normativa italiana va oggi nella direzione del “mettere a gara” tutto, anche le attività antieconomiche (come i trasporti) o particolarmente delicate (servizi mensa per bambini, acqua, etc.).
Forse è quindi il caso di iniziare a pensare a quali debbano essere i “paletti” all’interno dei quali si stabiliscono i limiti di sicurezza e qualità dei servizi da mettere a gara.
Come nel caso degli scuolabus, per fare un esempio: sarebbe bastato inserire nel capitolato di gara che era obbligatorio fare la “cessione del ramo di azienda” per conseguire il risultato di far passare gli autisti di scuolabus alla CSSA con le stesse garanzie per loro, e per i bambini. Sempre che, con questa clausola, avesse vinto sempre la CSSA.
Belluno, 08/09/2010

Jacopo Massaro

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Approvvigionamento idrico nella zona di Salce
(clicca qui per leggere la domanda di attualità)
Ci è stato risposto che il servizio è in via di ripristino e che in effetti il piano di investimenti della GSP è da rivedere.

CONSIDERAZIONI:
1) quando vi sono sospensioni programmate dell’erogazione dell’acqua sarebbe meglio avvisare tempestivamente  la popolazione: questo non avviene sempre.
2) ma il comune di Belluno conta qualcosa nella propria società BIM-GSP? non è nel consiglio di amministrazione pur avendo la popolazione di gran lunga più popolosa, era stato promesso di lavorare su questo problema, ma non è stato fatto nulla; inoltre, da quando il CdA di BIM-GSP è fatto di Sindaci, la società ha assunto le caratteristiche di pensantezza e burocrazia di un Ente pubblico.
4) Non c’è solo Salce a soffrire. Il piano investimenti di GSP va rivisto urgentemente.
5) infine, la cosa più importante. L’acqua è l’acqua, è un bene primario che non deve mancare. Se non abbiamo l’ADSL nel 2010 ci arrabbiamo; se non abbiamo l’acqua , giustamente, ci scandalizziamo a prescindere da qualunque giustificazione. E’ una questione di priorità basate sul buon senso.

Belluno, 08/09/2010

Jacopo Massaro

 

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