Bando periferie, compromesso raggiunto: «Ora via alle gare»

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Un compromesso che aumenta la burocrazia per i comuni, costretti a fare da “banca” per lo Stato, ma che consente l’indizione delle gare: questo, in sintesi, il contenuto dell’accordo tra Governo e ANCI che permette la prosecuzione dei lavori del Bando Periferie.
«Possiamo certo dirci soddisfatti per una soluzione che consente la realizzazione del “Progetto Belluno”, – spiega il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro – ma si tratta di un espediente che mette ancora in difficoltà i comuni».
L’accordo prevede la cancellazione del versamento, da parte del Governo, dell’anticipazione del 20%, attesa per metà settembre: «Per Belluno, – spiega Massaro – si tratta di 3,6 milioni di euro, che avrebbero consentito di pagare le spese di progettazione e di coprire i costi per l’avvio delle gare».
A fronte di questa cancellazione, viene garantito il pagamento per stati di avanzamento, che consente l’avvio delle gare già nel 2018 e salva così, grazie ad alcuni tecnicismi, i fondi comunali, circa 4 milioni di euro per Belluno, che si vanno ad aggiungere ai 18 milioni dello Stato: «La cosa sicuramente positiva è che si parte, anzi si prosegue il lavoro per la riqualificazione della nostra città, – commenta Massaro – salvando anche i fondi comunali».
Un successo che però carica di burocrazia e difficoltà i comuni: «Intanto, è un sistema che mette in difficoltà i comuni con poca liquidità. – spiega il primo cittadino – Non parliamo solo di comuni in dissesto, ma anche di quelle realtà virtuose che hanno fatto investimenti e quasi azzerato il loro avanzo. Noi abbiamo qualche milione di euro da cui attingere per pagare le spese e far partire subito le gare, in attesa del “rimborso” da parte dello Stato, ma come farà chi non ha soldi a sufficienza in cassa?».
L’accordo prevede una soluzione a questi problemi, con ricadute pratiche e politiche evidenti: «I comuni possono accedere alla Cassa Deposito e Prestiti, accendendo nuovi mutui e sobbarcandosi quindi nuovi costi, tutto questo per fare da banca allo Stato. – sottolinea Massaro – Con questa soluzione, anticipiamo allo Stato i soldi che lo Stato ridà ai comuni, e per anticiparli alcuno devono andare in banca a chiedere prestiti».
C’è poi il carico burocratico sugli uffici: «Visto che dobbiamo anticipare 18 milioni di euro, sarà necessario redigere ed inviare diversi documenti sullo Stato Avanzamento Lavori, per rientrare più rapidamente delle spese. – spiega Massaro – Questo vuol dire più richieste dagli uffici, più documentazione, più “scartoffie”; tutto per non fare nulla di diverso rispetto a quanto avremmo fatto nella situazione ante-emendamento al Milleproroghe. Questa soluzione, di fatto, vanifica l’utilità dello sblocco degli avanzi, che vengono utilizzati come anticipo per far partire i lavori».
«È un accordo dal valore istituzionale pesantissimo, ma non è ancora un decreto. – conclude Massaro – Va riconosciuto il merito al grande lavoro del Presidente di ANCI, Antonio Decaro, tutto l’ANCI, il suo personale ed i suoi uffici, e la settimana prossima all’assemblea nazionale di ANCI a Rimini il Bando periferie sarà ancora al centro del confronto. I sindaci non intendono abbassare la guardia».

 

Qui una scheda con l’elenco completo degli interventi del “Progetto Belluno”.

Qui invece la pagina del Comune di Belluno con tutta la documentazione.

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