“Di cultura si mangia”. L’esperienza bellunese all’Assemblea ANCI

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“Di cultura si mangia”: questo il titolo del convegno, organizzato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani all’interno del programma dell’assemblea nazionale in corso in questi giorni a Rimini, che ha visto tra i relatori anche il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro.
«Il ”mangiare” va visto non solo come un valore economico, ma anche socio-economico. – spiega Massaro – Chi investe in cultura, investe nel futuro, come profitto e come crescita della comunità. Per questo, durante il mio intervento, ho voluto sottolineare l’importanza della cultura e dell’identità culturale per i territori periferici e di montagna. Qui, cultura non significa solo turismo ed economia, ma diventa un mezzo contro lo spopolamento».
Massaro ha portato l’esempio di quanto fatto a Borgo Piave: «Grazie al coinvolgimento dei residenti, dei volontari, delle scuole, abbiamo portato a nuova vita quest’area della nostra città, partendo dalla lotta al degrado e raccontando con i murales la storia del quartiere, degli zattieri e di Belluno. – ricorda il sindaco – Da qui sono nate poi pubblicazioni, iniziative, visite delle scuole: far conoscere la storia e i tesori del proprio territorio permette di rinsaldare il legame tra cittadino e città, e una persona che conosce e ama il luogo in cui vive, ne apprezza la storia e le tradizioni, difficilmente lo abbandona».
«Con la cultura si mangia e si lavora, direttamente ed indirettamente. – aggiunge Massaro – Belluno, negli ultimi anni, sta vivendo il riaccendersi dello spirito culturale, grazie al nuovo Museo di Palazzo Fulcis e alle prossime novità, come Palazzo Bembo, passando per il Teatro comunale e tutte le realtà che si impegnano a realizzare spettacoli ed attività; cultura che ha creato e crea economia, attraverso l’occupazione degli addetti e i lavori delle ditte impegnate nei lavori di restauro, e che attira visitatori in città. Tutto questo mentre lo Stato investe poco o nulla in cultura, e in tempi di scarse risorse tocca ai territori, grazie anche all’aiuto dei cittadini, occuparsi della sua valorizzazione: anche per questo, diventa sempre più importante l’educazione alla cittadinanza, che non vuol dire solo legalità, ma conoscenza della storia e delle peculiarità della propria terra».
«La cultura – conclude il primo cittadino – genera poi un’economia “collaterale” che interessa strutture ricettive, locali, ristoranti, e in generale tutto il comparto turistico; un comparto che per competere ha dovuto alzare il livello della sua offerta, migliorando così anche la qualità della vita dei nostri concittadini. Di cultura si mangia, con la cultura la montagna non muore».

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