Non solo “careghe”: la crisi a Palazzo Rosso

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Un altro Consiglio Comunale senza il PdL, e salta il numero legale. La bufera nella maggioranza, pero’, ora non e’ piu’ alimentata solo dalla ricerca di “careghe“, ma anche dal rimpallo, da parte dei Consiglieri di PdL e Lega, della responsabilita’ del fallimento politico di questa Amministrazione.

Prade ha vinto le elezioni promettendo due cose: un cambio di rotta rispetto alle scelte del passato,  e maggiore attenzione alla manutenzione del territorio. Non e’, pero’, riuscito a mantenere nessuna delle due promesse.

Da un lato si è infatti reso conto che alcune scelte delle precedenti Amministrazioni, come la raccolta differenziata, pur tanto complessa e faticosa, erano basate sul buon senso e dovevano essere perseguite, con buona pace dei cani e dei gatti che comparivano sulle enormi “vele” (pagate dal suo Assessore Gamba) che divoravano i rifiuti in una specie di orgia medievale, ma anche ovviamente con la delusione di chi era contrario alla differenziata e pensava che tutto potesse cambiare.

Dall’altra parte, intanto, le risorse che potevano andare alle manutenzioni sono state “bruciate” dai tre nuovi Dirigenti (tutti poi “fuggiti” dal Comune), che costavano a Palazzo Rosso circa 450.000 Euro all’anno, e dalla spesa di 48.000 Euro annui per il portavoce del Sindaco (che non e’ iscritto all’albo dei giornalisti, ma che grava ugualmente sul bilancio dei cittadini come se lo fosse).

Non solo: questo aumento assurdo della spesa corrente, insieme ad altre scelte sbagliate,  ha fatto anche sforare il Patto di stabilità (unico Capoluogo del Veneto), bloccando totalmente l’attività comunale.

Il Sindaco adesso non puo’ che tentare di farci passare lo sforamento per un fatto positivo, dicendo che cosi’ abbiamo fatto girare soldi nel 2009.
Cio’ che non dice, pero’, e’ che nel 2008 abbiamo bloccato gran parte dei pagamenti alle imprese, che abbiamo cancellato l’incentivo di apertura alle nuove attivita’, che ora strangoliamo le iniziative dei commercianti, che nei cantieri comunali facciamo lavorare sempre le stesse ditte, e che spingiamo ad andarsene attività, come la TIB, che in una quindicina di anni ha riversato su Belluno  milioni di euro facendo lavorare un sacco di gente, ma che  ha la grave colpa di produrre cultura (orrore!)  anziche’ l’asfalto ed i tombini che la Giunta Prade si e’ dimenticata di finanziare mentre pensava ai nuovi dirigenti.

Ed ora abbiamo un altro spettro aleggia alle porte: quello della sconsiderata manovra di Tremonti, che (malauguratamente) falcidierà gli Enti Locali e probabilmente (speriamo)  distribuira’ le poche risorse rimaste ai comuni coi conti in ordine. La nostra sfortuna e’ che Belluno non solo e’ un Ente Locale, ma ha anche i conti sballati.

Belluno, 13/07/2010

Jacopo Massaro

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