Sersa: Prade raddoppia i dirigenti

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Le sciagure sulle società partecipate del Comune di Belluno sembrano non avere più fine. Dopo i problemi di NIS, all’orizzonte s’intravede una nuova bomba pronta ad esplodere: si tratta della delibera n. 106, approvata dalla Giunta Prade il 12 luglio scorso, con oggetto “direttiva per l’efficienza degli interventi a favore di Ser.Sa. SPA”, ma con la quale in verità si stabilisce di sdoppiare la Direzione Generale della Società compartecipata creando un nuovo posto da Direttore ed assegnandovi un attuale funzionario comunale, ovviamente dietro un compenso aggiuntivo.
Una delibera che, oltre ad aggravare i conti della Società con un nuovo dirigente, potrebbe suonare come un unilaterale “commissariamento” della Sersa, in barba ai patti parasociali con l’altro socio che invece prevedono che la direzione generale venga scelta di comune accordo. “Se fossimo stati informati di questa proposta”, spiega il Capogruppo del PD Jacopo Massaro, “avremmo immediatamente richiesto un incontro coi vertici ULSS in una seduta congiunta della 1^ e della 3^ Commissione: occorre avere chiarezza sulle posizioni in campo, perché diversamente si rischia di minare i rapporti con l’altro socio che per noi, e per i cittadini che usufruiscono dei servizi, è fondamentale”. La delibera fa seguito alle annose fratture interna alla maggioranza, divisa tra chi vede con favore la prosecuzione della positiva esperienza di Sersa e chi, invece, ha letteralmente dichiato guerra alla direzione generale e al modello gestionale. “E’ davvero vergognoso che la Giunta Prade utilizzi una società compartecipata per risolvere ancora una volta questioni interne ad un Partito”, commenta lapidario Massaro, che spiega: “anziché occuparsi di affari di Partito, la Giunta dovrebbe preoccuparsi delle priorità assolute di Sersa, come l’urgenza di trasformare la sperimentazione gestionale in una realtà definitiva”. Su tale argomento nel corso del tempo si sono susseguite numerose interrogazioni dell’opposizione, ma il Comune pare tergiversare. “Superare la sperimentazione”, spiega Massaro, “significa poter guardare avanti aprendo il modello gestionale ad altre realtà, magari creando economie di scala; ma soprattutto darebbe la possibilità di avviare un confronto con la Regione per arrivare ad un allentamento dei vincoli di spesa sul personale, che oggi strangolano la società ed hanno costretto ad assumere provvedimenti difficili e non sempre popolari per garantire i servizi”.
“Certo”, commenta Massaro, “per aprire questo confronto ci vorrebbero volontà di affrontare i problemi, idee chiare ed autorevolezza; tutti elementi che oggi sembrano non esserci”. L’opposizione sta predisponendo una mozione per sollevare portare la maggioranza a discutere pubblicamente di Sersa.
Belluno, 29/07/2011

Jacopo Massaro

Un commento

  1. si vede che non gli bastava tutti i dirigenti a spese nostre che ha nominato in questi anni

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