VENDESI premio San Martino.

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Il premio San Martino quest’anno non verrà conferito. E questa è l’amara verità che già conoscevamo.

Ma di fronte alle polemiche che qualche politico bellunese sta alimentando sulla questione, credo che a questo punto sia necessario precisare come stanno davvero le cose.

Le candidature al premio vengono presentate dai cittadini, che segnalano alla Conferenza dei Capigruppo le persone meritevoli di essere premiate col prestigioso riconoscimento.

Ma nell’edizione 2011 è accaduto un fatto nuovo: uno dei candidati non è stato proposto dai cittadini, ma da due Consiglieri Comunali.

Uno è Ezio Caldart (originariamente eletto nell’opposizione e che successivamente aveva garantito al Sindaco la salvezza quando non aveva più la maggioranza) e l’altro è Giorgio De Bona (PdL).

Dopo aver presentato una candidatura, cosa di per sé già insolita,  Caldart tranquillamente si è seduto alla Conferenza dei Capigruppo (l’organo che decide a chi dare il premio) per caldeggiare insistentemente il proprio candidato insieme ai colleghi di PdL e Lega Nord, come se il San Martino da quest’anno fosse un affare di scuderia politica e non della Città.

Insomma siamo arrivati al punto che i Partiti e gruppi consiliari, non bastando più le poltrone, adesso pretendono addirittura di indicare i nomi di chi deve vincere il Premio San Martino.

E’ un fatto avvilente, anche se perfettamente in linea con un certo tipo d’Italia che non fa certo onore agli Italiani, e da cui si deve prendere seccamente le distanze: sarebbe inutile indignarci per un’Italia marcia, se poi accettassimo le porcherie a casa nostra.

Per questo e’ stato chiesto di fare un passo indietro, e tornare a parlare dei candidati sulla base del loro curriculum e di ciò che rappresentano per la Città. Purtroppo la risposta è stata secca: o così o niente. E a nulla è valso chiedere almeno di sospendere la riunione per riprenderla due giorni dopo.

Il San Martino è sempre stato dato a un bellunese che eccelleva in un campo, e non certo ad una persona indicata dai Partiti e su cui i Partiti trovano compromessi decisamente poco nobili.

A questa porcheria mi sono opposto seccamente, e non me ne vergogno di sicuro; dovrebbero invece vergognarsi quei politici che oggi fanno i moralisti sui giornali e l’altra sera imponevano logiche politiche anche sul premio San Martino e proposte di baratto addirittura sulla commemorazioni di defunti. E’ questo l’esempio educativo che la politica vuole dare?

Per questo (anche se non l’avrei mai immaginato e se per noi Bellunesi è un dolore) penso che oggi, in queste condizioni, il brutto segnale di non aver assegnato il premio abbia almeno salvaguardato due cose di cui c’è un bisogno terribile: la serietà e la dignità. Non solo del premio e delle regole, ma anche dei Bellunesi stessi, che per fortuna credono ancora al valore della carità, e non della mancia.

Belluno, 27/10/2011

Jacopo Massaro

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