Un laboratorio, tre pilastri.

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<<Prendo atto del fatto che dalle trattative tra partiti non emergono grosse novità: le primarie non si faranno, o se si faranno saranno subordinate a veti e indicazioni di partito; insomma, non saranno vere primarie>>. Apre così Jacopo Massaro la conferenza stampa in cui annuncia l’intenzione di andare avanti con la costruzione di un progetto politico alternativo a quelli esistenti, candidandosi alla guida della Città di Belluno.

<<Avevo annunciato la creazione di un laboratorio, ed è da quel laboratorio che partirò con chi vorrà condividere questo modus operandi: costruire un’idea della Città di Belluno, prendendo atto che con il 2011 si è chiuso un ciclo politico-amministrativo basato su un modello di rappresentatività esclusivo dei Partiti, mentre le prossime elezioni sono la prima opportunità per inserire un elemento di discontinuità. Si deve aprire un ciclo nuovo che cambi nettamente l’orizzonte delle sfide da affrontare, individuando e interpretando le molteplici tematiche con cui il nostro territorio deve confrontarsi. Un progetto che ha l’ambizione di sbarcare a livello provinciale>>.

<<A Belluno>>, continua Massaro, <<il progetto dovrebbe reggersi su tre pilastri: un nuovo modello socio-economico che assicuri a tutti garanzie sociali rimettendo in piedi il tessuto economico locale, il rilancio dell’elevato standard della qualità della vita a Belluno, che deve diventare forte motivazione per i giovani a rientrare a Belluno (sulla presenza dei giovani in Città si gioca la sostenibilità economica e sociale dei prossimi decenni), e la necessità di affrontare la sfida di un nuovo modello di governo del territorio provinciale>>.
Secondo Massaro un progetto di tale portata richiederà uno sforzo culturale: <<accantoniamo la rivendicazione fine a se stessa, la vocazione alle guerre per vallate e confluiamo su un modello culturale più moderno, che identifica le priorità su cui tutta la comunità lavora pur preservando le proprie identità. Affermiamo anche un nuovo modello di relazioni con gli interlocutori istituzionali, Venezia per prima, che devono tornare ad essere interlocutori politici con cui ci si  confronta anche in modo rigoroso, senza più considerarli dei nemici su cui scaricare gli slogan delle campagne elettorali>>.

Sono molte le tematiche in cui questi pilastri si svilupperanno, spiega Massaro: <<abbiamo la necessità di lanciare un progetto turistico per la nostra Città, ma dobbiamo portare avanti anche altre sfide strategiche, come le piattaforme logistiche, l’avvio del PAT, la revisione delle priorità infrastrutturali e la presa in carico della questione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e dell’accesso al credito>>.

Su tutti questi temi Massaro aprirà il confronto con coloro che saranno interessati: cittadini, gruppi di cittadini, rappresentanti del mondo del lavoro, dell’impresa, del volontariato, delle forze politiche, dei sindacati. <<Da questo confronto>>, conclude Massaro <<uscirà la declinazione per il progetto dei tre pilastri, progetto che poi sottoporremo all’attenzione dell’intera cittadinanza>>.

Infine, un passaggio sulle liste a suo appoggio: <<credo che oggi occorra ripartire dalle liste civiche, in cui le etichette e le provenienze passano in secondo piano rispetto all’importanza del progetto e delle persone che lo interpretano. Questo non significa disconoscere i partiti, che restano interlocutori importanti, ma utilizzare un approccio e un metodo di lavoro diverso, che in passato – come nel caso di Alleanza di Progresso – ha già dato prova di essere lungimirante>>.

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